Aiguille du Chardonnet – arete Forbes

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Finalmente scalo questa bella cresta!

Era qualche tempo che avevo in testa di salire sulla cima dell'Aiguille de Chardonnet per questa bella linea di gendarmi e sellette a cavallo tra il bacino d'Argentiere e quello del Glacier du Tour.

Eli ha qualche giorno libero e grazie a queste condizioni super di alta pressione possiamo partire per qualche bel viaggio in alta montagna. Direzione Chamonix, per salire al rifugio Albert 1er.

Il glacier du Tour è un posto veramente bello, purtroppo molto gettonato e cosi il rifugio è bello pieno. In questa zona ci sono moltissime possibilità per ogni gusto e per tutti i livelli.

Partiamo subito con una super salita di "acclimatamento": l'Aiguille du Tour, per il suo famoso couloir de la Table. Fa caldo, veramente caldo. Infatti anche alle 4 del mattino il rigelo è pari a zero e la neve bella molle. Fortunatamente la maggior parte delle cordate si dirigono verso la via normale dell'Aiguille.

Arrivati alla terminale del canale notiamo qualche cordata davanti a noi che inizia a scaricare qualche pietrolina e cosi decidiamo di saltare subito in cresta, più protetti. Cosi facendo scaleremo la cresta integrale della Table. Si chiama cosi perchè proprio a metà cresta c'è un lastrone di granito appoggiato orizzontalmente, proprio come un tavolo! Bellissimo...e famosissimo! Alzi la mano chi non ha mai visto una foto della Table...

Non è cosi facile saltarci sopra, ma con un passetto di "artif" vinciamo il passaggio e in un battibaleno siamo sopra, pronti per fare una bella colazione. Da qui proseguiamo per la vetta tra gendarmi e pinnacoli...spettacolare.

Sotto un sole cocente scivoliamo fino al rifugio per riposarci, domani sarà una bella giornata di montagna.

L'Aiguille du Chardonnet è una montagna meravigliosa con creste che si diramano dalla cima in ogni direzione, domina il paese d'Argentiere. Solo quando ti avvicini ti rendi conto delle sue dimensioni.

I primi salitori però non furono alpinisti di Argentiere ma svizzeri. Maurice Crettex, famosa guida di Champex, partì con dei clienti dalla capanna del Trient, superò il Col du Tour e risalì in mezzo ai seracchi fino a raggiungere la cresta, e da li in cima. Questo accadde nel luglio del 1899!

In più, per non dover risalire al colle per rientrare in Svizzera, scese per lo stesso itinerario. Maurice percorse quel giorno una delle più belle creste del massiccio del Monta Bianco.

Ogni volta che parto per una nuova salita mi piace, prima di partire, leggermi la storia dei primi salitori. Pensare all'epoca, alla loro attrezzatura ma soprattutto allo spirito con cui affrontavano le montagne. Senza relazioni, previsioni meteo o tracce partivano alla scoperta delle montagne. Questo è il vero spirito dell'alpinismo...

Decido di partire presto, la discesa con queste condizioni di caldo diventa pericolosa. Meglio non scendere troppo tardi.

Alle 2 siamo già sul ghiacciaio che camminiamo, come automi, alle luci delle frontali...ancora assonnati ma belli carichi, ci aspetta una grande giornata! In circa due ore arriviamo alla base della via. Ci aspettano 600 metri di difficoltà. Iniziamo salendo un ripido pendio di neve, passando due terminali, arriviamo a "la Bosse". Si tratta di un tratto molto ripido, su neve, dove per aggirare un grosso seracco siamo costretti a superare qualche metro di ghiaccio coperto solo da qualche cm di neve.

Proprio in questo momento sorge il sole, inizia ad illuminarci e come capita sempre il momento è spaziale. Non ci sono parole per descrivere questi momenti, bisogna viverli!

Superato questo tratto cavalchiamo la cresta. Ormai siamo sullo spartiacque tra il bacino del Tour e quello d'Argentiere. Il panorama è magnifico, davanti a noi svettano le pareti nord delle Courtes, delle Droites e della splendida Aiguille Verte! Dietro i Drus e in fondo il Monte Bianco... Non mi stancherò mai di questi panorami e sempre mi emozionerò davanti a cosi tanta bellezza...

La cresta davanti a noi si presenta come una linea di gendarmi più o meno grandi intervallati da passaggi da equilibrista tra roccia e neve. Una volta guardi a nord, la volta dopo a sud oppure superi direttamente il gendarme. Veramente divertente ma mai banale questa cresta è uno sballo...

Eli segue a ruota, solo ogni tanto qualche passaggio le da un pò da pensare ma fa parte del gioco e che bel gioco! Oggi alziamo di nuovo un pò l'asticella della difficoltà, su questo tipo di salite è importante per la sicurezza mantenere un tempo, cosi aumento un pò il passo, senza troppe pause punto alla cima. La discesa è a ovest, quindi più facciamo passare il tempo e più le condizioni degenerano.

Passato un gendarme se ne presenta un altro, poi qualche metro di cresta nevosa e di nuovo qualche passo di arrampicata. Come dice Eli bisogna cambiare continuazione di configurazione...è cosi che si diventa degli alpinisti completi!

L'alpinismo è magico e appassionante perchè racchiude una moltitudine di attività in un sol momento. Bisogna saper arrampicare, avere fiato, camminare su un filo di neve, usare per bene piccozza e ramponi sul ghiaccio come sulla roccia. Non importa il grado, se una linea è bella ed estetica, ti da soddisfazione e ti attira vai, scalala e goditela!

Alle 9,30 circa siamo sulla cima, soddisfatti. Ma non è finita, c'è ancora la discesa, delicata.

Dalla vetta il panorama è immenso! In questi momenti non ti pesa più esserti svegliato cosi presto o aver faticato cosi tanto...

10 minuti di pausa per mangiare qualcosa e via giù per la cresta a ovest. La cresta di neve è facile ma affilata con un bel precipizio dalle due parti, bisogna rimanere concentrati. Arrivati a una selletta indivuduiamo il canale di discesa. Mi faccio prendere da delle tracce ben marcate che scendono in un canale parallelo, non è quello giusto della relazione ma non importa. Affacciandomi su un pulpito vedo una linea di discesa che arriva proprio sul pendio sospeso da dove partono le doppie. Decido di scendere di qui...

Cosi disarrampicando e con un paio di doppie in più arriviamo sul pendio sospeso. Da qui con qualche calata raggiungiamo il colle Adams Reilly, ancora qualche passaggio ripido su neve e poi un pò di slalom tra qualche crepo fino al rifugio.

Un altra gran giornata di montagna è andata e la soddisfazione è alle stelle! Eli è stata veramente brava, ha tenuto duro per tutto il tempo aggiungendo una salita di livello al suo curriculum.

E il mio è il mestiere più bello e soddisfacente del mondo...